Hydrangea macrophylla 'Joseph Banks': la madre delle ortensie

Hydrangea macrophylla 'Joseph Banks': la madre delle ortensie

di Vivaio Borgioli Taddei

Ormai da diversi anni abbiamo intrapreso un percorso - forse impopolare, certo controtendenza - che ci vede in larga misura disinteressati – salvo casi particolari – ai continui nuovissimi ibridi che ogni anno l’universo commerciale del genere Hydrangea lancia sul mercato. Si tratta di cultivar dai nomi quasi sempre ridondanti se non – a nostro avviso – addirittura inopportuni, per un mondo che dovrebbe invece richiamare sempre a una quieta e costante vicinanza alla natura, alla stagionalità, a un fluire sommesso e tuttavia fecondo. Abbiamo così deciso di snobbare le varie “Cheescake”, “Cocktail”, “Tiffany Pink” “Seduction” “Peppermint” ecc… che perlopiù non si trovano nella nostra collezione (con l’eccezione di qualche sconfinamento rappresentato dalle serie più fortunate come  ‘Youmexpress’, “Citylines”, “Dutchladies” “Kaleidoscope” e poco altro).

   A fronte di questo consapevole disinteresse, abbiamo scelto di rivolgerci più che altro all’indietro, in un percorso a ritroso che guardi all’origine e alla conseguente diffusione del genere Hydrangea, per tutto il Novecento. Si tratta, in molti casi, di cultivar o varietà di nicchia, che l’esigua domanda rende antieconomico produrre per i più, e che rischiano – come tutte le cose prive della luccicante patina di “ultimo modello”, di “appena uscito”, senza la quale l’uomo contemporaneo pare sovente incapace di provare interesse – la scomparsa dalla quotidianità dei nostri giardini, delle nostre memorie e conoscenze.

  In questo andare all’indietro, ci siamo riproposti di portare periodicamente, ogni qualvolta il ritmo del lavoro fisico lo consenta, l’attenzione su cultivar ormai da tempo dimenticate, varietà storiche e spesso di difficile (quando non impossibile) reperibilità, che nessun “grande produttore” commercia più, e di cui resta traccia esclusivamente nei giardini di pochi veri interessati sparsi per il paese, nonchè in qualche collezione nazionale tra le più importanti come quella di Corinne Mallet a Shamrock, ma che per ovvi motivi non sono sempre facilmente visitabili e fruibili.

  Dunque, in questo marzo, vorremmo presentare, anzi, ri-presentare un’ortensia che, pur da sempre tra le nostre “piante madri”, non coltivavamo da tempo e che, rimessa in produzione da più di un anno, è  ora invece nuovamente disponibile: Hydrangea macrophylla ‘Sir Joseph Banks’.

Si tratta della prima varietà di ortensia che fu introdotta in Europa, nella fattispecie in Inghilterra, ad opera del botanico e naturalista Joseph Banks che la ricevette a sua volta dalla Cina presentandola a Kew nei primi anni Novanta. La pianta, che è all’origine di numerose altre varietà e perciò a ragione considerata  la “madre” delle ortensie oggi presenti, suscitò subito vivo interesse, sia per la provenienza (raramente in Cina era consentito agli stranieri di viaggiare fuori dal dipartimento della Compagnia delle Indie), sia per la mutevolezza del colore dei fiori.

  Hydrangea macrophylla ‘Sir Joseph Banks’ è l’ortensia bretone per eccellenza, dallo sviluppo vigoroso, dai rami forti ma flessuosi e dalle grandi infiorescenze globose, sino a cm. 25 di diametro, rosa o celeste chiaro. I fiori sterili, come molte delle varietà più antiche, hanno il bordo liscio, la sommità puntata o arrotondata, con pochissima o nulla sovrapposizione dei sepali, il che conferisce un’aria luminosa e leggera all’intera infiorescenza, che fa da contrappunto alla maestosità del cespuglio stesso. La foglia è ellittica e dentata, acuminata, di un bel verde brillante. La pianta raggiunge circa i due metri in altezza in condizioni ottimali, per un’ampiezza di circa m. 1-1,5.

Disponibile in vaso 16, al costo di euro 16,00 sino ad esaurimento.

Sperando di non averti annoiato, ti diamo appuntamento alla ri-presentazione della prossima nuova-vecchia cultivar di Hydrangea.

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